sabato 24 agosto 2013

L'Investimento Perfetto



I timori e le incertezze di questo momento storico rendono difficile, per il piccolo risparmiatore, ogni decisione di investimento. In un precedente articolo avevo, infatti, illustrato una semplice strategia per rimandare nel tempo le decisioni importanti mantenendo un profilo di rischio molto basso.

Vi è invece chi sta pensando di prendere decisioni di risparmio/investimento con un arco temporale più lungo e con l'intenzione di avere rendimenti migliori rispetto agli investimenti in strumenti di liquidità.

Nel campo degli investimenti finanziari accade molto spesso che la scelta più semplice e comprensibile risulti, a conti fatti, la migliore (in termini di rischio/competenza/rendimento). Ed infatti alla base della Strategia di quello che possiamo definire l’Investimento Perfetto vi è la prima e più importante regola per costruire un Portafoglio Perpetuo. Stiamo parlando della “diversificazione” del rischio. Infatti, partendo dagli studi di Harry Browne (uno statunitense ex analista finanziario e politico liberale morto nel 2006), l’italiano Francesco Caruso ha riproposto, nell’ottica dell'investitore europeo, una serie di modelli nei quali la diversificazione diventa la chiave di volta per avere rendimenti apprezzabili in ogni fase del ciclo di vita dell'Economia di riferimento.

Per Browne l’alchimia perfetta di protezione e rendimento per l’investitore è la suddivisione del proprio Portafoglio in 4 aree di cui il 25% è rappresentato dalle Azioni (indice S&P 500), il 25% dall'Oro, il 25% da Titoli di Stato a Breve (Cash) e il 25% da Titoli di Stato a Lungo (Treasury a lungo). Allo stesso modo Caruso disegna alcuni "portafogli modello" articolati per area ed allocazione tra i quattro elementi: indici azionari, oro, bonds governativi a 10 anni, bonds governativi a 6-12 mesi (ad esempio il modello basato sull'area Euro ha il 25% legato all’indice azionario tedesco Dax, il 25% legato all’andamento dell’oro, il 25% legato ai CTz italiani per il breve ed il 25% legato al Bund tedesco decennale).

Il principio di base del funzionamento di una tale composizione è l’intercomunicabilità e la ciclicità dei mercati che si influenzano tra di loro sia in correlazione positiva che in correlazione negativa. Infatti ogni componente del portafoglio esprime le sue caratteristiche positive in una determinata fase del ciclo dell’economia. E così, come afferma anche Caruso, il rendimento sarà trascinato dalla componente azionaria nei momenti di crescita; la deflazione e i rendimenti reali negativi premieranno l’oro ed i metalli preziosi; in fasi di contrazione il rendimento premierà i bonds lunghi e la loro cedola; il cash è premiante nei momenti di inflazione.

In base a questi principi e con l'esperienza di oltre un decennio di osservazioni, il Portafoglio Perfetto ha realizzato dal 2000 al 2012 un rendimento dell'8,2% in un periodo in cui è successo di tutto. Così come anche i modelli teorici dell'analista finanziario Caruso, hanno realizzato per tale periodo rendimenti anche superiori a tale percentuale. Tali modelli sono costantemente aggiornati da Caruso che fornisce anche servizi, preziose informazioni ed analisi che disegnano il quadro della situazione dei mercati (rialzo, ribasso, neutrale) e che sfociano in segnali operativi ben mirati per chi condivide il suo approccio e che, pertanto, intende affrontare i mercati con questa strategia di investimento.

Altro elemento di semplicità e di vantaggio di quest'approccio per l'investitore è che si può costruire un portafoglio/modello utilizzando quasi esclusivamente gli ETF.

Ed è quello che Caruso propone nei suoi modelli. Infatti, partendo dalle percentuali base di suddivisione della torta, si vanno ad inserire nel primo spicchio gli ETF rappresentativi dei principali mercati Azionari (USA, Europa, BRIC). Nel secondo spicchio si va ad inserire la componente dei Metalli preziosi (ed in particolare dell'oro). Nel terzo spicchio inseriremo i Bond Governativi di lungo periodo (anche qui è possibile una componente USA, una componente EURO e se si vuole una componente Italia). L'ultimo spicchio che riguarda la parte più liquida del portafoglio (CASH), può essere gestita con ETF che ripropongono i rendimenti dei titoli a breve delle diverse aree, oppure, suggerendolo a chi ne sia già provvisto, di tenerla investita sui conti deposito liberi o con scadenze a breve (6-12 mesi).

Con questa struttura avremo costruito un cruscotto con il quale dovremmo riuscire a gestire i nostri investimenti in modo più tranquillo avendone ridotto in misura drastica la volatilità del rendimento. Se poi siamo bravi a percepire i movimenti macro dei mercati, potremmo, con pochi movimenti nel tempo (quindi con poche commissioni), riuscire ad intercettare (aumentandone il peso all'interno del modello) la parte più ampia dei movimenti positivi degli asset reali (azioni e metalli) che nel lungo periodo danno rendimenti migliori. In determinati momenti tali asset possono portare però a perdite di valore anche consistenti. Proprio in queste fasi, l'utilizzo dei titoli a reddito fisso (governativi a breve e lungo) in una % superiore, potrà aiutare a mitigare il rischio e di conseguenza gli effetti negativi per il valore dei nostri investimenti.

Come sempre consiglio una fase di analisi e di studio sugli strumenti e le strategie da adottare, ma soprattutto una fase di auto-analisi che parte dalla conoscenza della propria situazione personale finanziaria e psicologica.

A presto!

LEGGI IL DISCLAIMER DEL BLOG. 


domenica 31 marzo 2013

Crisi con Liquidità: Difendersi nel Breve Periodo!



Le giacenze medie dei conti correnti degli italiani sono lievitate negli ultimi due anni e, una buona parte di questo aumento, è nelle mani delle famiglie. Potrà sembrarvi strano, ma questo è quanto, statisticamente, rilevato dall'ISTAT.

I motivi che hanno potuto generare questo fenomeno, ben lontano dal concetto di ricchezza reale, sono diversi. Forse la paura ha spinto molti piccoli risparmiatori a vendere (anche in perdita) azioni o altri strumenti finanziari ricavando liquidità che ora giace sul conto corrente. Poi, il buon rendimento dei conti deposito negli ultimi due anni, ha consentito di mantenere tali giacenze sui conti evitandone un impiego differente. Altra liquidità sarà arrivata sui conti perché qualcuno ha dovuto vendere la seconda casa (nei peggiori casi addirittura la prima) non potendo più sostenerne i costi o avendo esigenze di liquidità aggiuntiva. Qualcun altro ha venduto, per gli stessi motivi, la casa ereditata dal nonno. Infine, dimissioni o licenziamenti hanno generato un po' di liquidità da Tfr da gestire (se non già utilizzata per spese straordinarie).

Per tali motivi, dunque, vi sono depositi postali e bancari attivi più di quanti ce n'erano un paio di anni fa.

Prendendo coscienza della circostanza che il far decantare tali somme sui conti correnti equivale a vederli diminuire (spese bancarie e inflazione sono sempre in movimento), bisognerebbe affrontare una scelta che eviti, almeno nel breve periodo, questo effetto.

Senza andare, come arco temporale di riferimento, oltre l'anno e mezzo, possiamo subito affermare che, in questo momento, una buona parte della liquidità disponibile può ancora rimanere sui conti deposito che, se ben tarati, tengono il passo con l'inflazione e danno una certa tranquillità.

A chi piacciono le obbligazioni (personalmente non le ho mai amate tanto) può approfittare della danza dello spread ma senza esagerare. Da evitare, per mia personale visione, quelle delle banche. In ogni caso, per avere rendimenti decenti, bisogna allungare le scadenze e, con questi "chiari di luna", non mi sento certo di consigliarlo.

I buoni fruttiferi postali, tanto amati dagli italiani, perdono al momento il loro appeal. Un pò a causa dell’introduzione del bollo (che dal 01/01/2013 è passato allo 0,15% per valori medi superiori ad € 5.000); un po’ a casua dei rendimenti che, su tutte le scadenze di breve e medio periodo, sono più bassi rispetto a quelli dei conti deposito (nonostante abbiano una tassazione, rispetto a questi ultimi, più bassa, cioè al 12,50% contro il 20% dei conti deposito). Si potrebbero preferire i BFP solo per scadenze più lunghe (non si perdono tutti i benefici di tasso se si svincolano prima i buoni), e per quei prodotti dedicati ai minori (in quanto i rendimenti sono migliori di quelli ordinari ed hanno un arco temporale più lungo e legato all’età del bambino: cioè non si svincolano prima dei 18 anni di età). Inoltre, li può preferire chi ha basse somme da mettere a risparmio in quanto vi si accede anche con tagli da € 50.

Spunti interessanti, invece, sono offerti dal mercato azionario. In particolare, in questo momento di affanno dei listini, vi potrebbero essere opportunità di entrata sempre tarando un periodo di uscita non superiore ad alcuni mesi. Le azioni che mi sento di consigliare sono quelle del mercato americano (ed anche del mercato anglosassone), non solo perché su questi mercati al momento non vi è intenzione di applicare la Tobin Tax, ma soprattutto perché, per esperienza personale, vi è la possibilità di seguire strategie di breve periodo, comunque, con qualche soddisfazione. Per buoni risultati sulla strada delle azioni, ci vuole però un po’ di dimistichezza anche con gli “strumenti salvagente”.

Per quanto riguarda invece gli immobili, benché il mercato offra possibilità di acquisto con sconti tra il 10% ed il 20%, il mattone non sembrerebbe un buon investimento per chi vuole metterlo a rendita in quanto gli affitti percepiti, in conseguenza delle difficoltà delle famiglie e per le spese di gestione delle seconde case, lasciano sul campo buona parte del loro valore. Infatti, da un'indagine condotta da Bankitalia, gli affitti non sono destinati a crescere ed anzi potrebbero anche decrescere. In ogni caso, se proprio si vuole investire, preferirei le nuove costruzioni. Per la strategia di rivendita, invece, bisogna ben calibrare il proprio arco temporale in quanto dalle ultime analisi, solo dal 2015 ci si potrà aspettare una lenta ripresa. Chi, invece, ha la possibilità di acquistare casa per abitarci, non deve farsi spaventare dalle incertezze del mercato immobiliare, in quanto, non solo vi è un discorso di convenienza economica, ma vi è una scelta di vita. Inoltre, le attese sulla rivalutazione hanno un arco temporale certamente più lungo per realizzarsi. Al contempo si deve essere certi di fare l'acquisto giusto ed al prezzo giusto per questo momento di mercato. Quindi visitate molte case e diventate esperti della zona in cui volete trasferirvi, senza evitare di visitare case con prezzi di vendita apparentemente fuori dalla vostra portata (non sempre i cartelli di prezzo delle agenzie esprimono la reale aspettativa di realizzo dei venditori). Consigliato, se ad un buon prezzo, l’acquisto dell’immobile che si conduce per la propria attività lavorativa.

Andando al concreto (per chi non ha bisogno o la possibilità di comprare la prima casa o l’immobile strumentale) si potrebbero rimandare a fra circa un anno le decisioni importanti applicando una semplice quanto efficace strategia di attesa. Questa strategia prevede un portafoglio molto semplice che implica la conoscenza di un solo strumento: i conti deposito.

Infatti, senza arrovellarsi il cervello su quale sia la scelta più giusta, lo strumento finanziario più sicuro, più redditizio ecc, e senza voler puntare su investimenti a più lunga scadenza, ci si può concentrare sulla conoscenza dei conti di deposito che, ad oggi, offrono ancora rendimenti interessanti.

I passi per avere un giusto equilibrio costi/benefici, sono fondamentalmente tre.

1) Selezionare le banche che ancora pagano il bollo per conto del cliente (visto che adesso è prevista un’imposta di bollo dello 0,15% per giacenze medie superiori ad € 5.000).
2) Comprendere i diversi prodotti offerti e confrontare i rendimenti lordi per tipologia e durata.
3) Decidere, eventualmente, di aprirne anche più di uno in quanto sono praticamente a costo zero (se però le differenze di rendimenti sono minime, apritene uno solo, con l’avvertenza di verificare che l'Istituto scelto aderisca al fondo di tutela interbancario dei depositi).

Utilizzando il giusto mix (che dipende dalle vostre esigenze di liquidità da qui ad un anno), dovrete distribuire la liquidità, fondamentalmente, sul deposito libero e sul deposito vincolato. Quanto più le vostre esigenze di liquidità nell’arco temporale considerato sono ridotte, tanto più la quota di deposito libero potrà essere bassa (io non scenderei comunque sotto il 20-30% dei vostri risparmi disponibili) scegliendo ovviamente il conto deposito che offre il rendimento per il deposito "libero" più alto. Il resto sarà appostato con vincolo a 12 mesi sul conto che vi offre il rendimento a scadenza più altro. Se siete attenti e curiosi riuscirete a trovare prodotti che offrono rendimenti vicini ai depositi a scadenza, ma con la flessibilità di utilizzo vicina ai conti liberi (vi è solo da dare un preavviso di circa 30gg per lo svincolo).

domenica 17 febbraio 2013

Filatelia: Collezionare Pezzi di Storia



Un po' di anni fa, la mia nonna paterna, mi regalò una scatola di latta piena di francobolli che aveva raccolto nel corso della sua vita. Nel tempo, di tanto in tanto, ho messo nella scatola altri francobolli che mi colpivano particolarmente, con il proposito, prima o poi, di mettere ordine in quel “mucchio di fogliettini”.


Probabilmente quel momento è quasi arrivato. Infatti, la notizia di un pensionato di Francoforte, che dopo un po' di ricerche, ha scoperto di aver comprato ad un mercatino delle pulci, per pochi euro, uno dei francobolli più rari al mondo (emesso nel 1861 in onore di Benjamin Franklin, del valore di circa due milioni e mezzo di euro), ha acceso in me una fiammella (devo solo ricordarmi dove ho riposto la scatola di latta dopo l'ultimo cambio di casa).

Al di la di questi colpi di fortuna (ed in attesa che la “Philatelic Foundation” di New York confermi l'autenticità di questo ritrovamento) è stato comunque interessante, anche grazie all'aiuto di un operatore del settore della Filatelia, conoscere un po' meglio questo mondo.

Infatti, la Filatelia ha il suo fascino principale nella circostanza che, in fin dei conti, è come “Collezionare Pezzi di Storia”. Un francobollo è un documento che racconta un'epoca, commemora un evento storico o uno dei suoi protagonisti e lo stesso si può dire per le lettere, le buste o le cartoline con essi affrancate.

Questa è la peculiarità che conferisce ai francobolli anche un valore economico, il quale, sebbene non possa prescindere dal valore storico, è legato anche alla loro rarità, oltre che all'autenticità ed alla qualità. I francobolli rari sono caratterizzati da una bassa volatilità (se vogliamo usare un termine finanziario) e storicamente il loro valore è sempre al rialzo.

I francobolli hanno la particolarità di essere a prezzo "fissato", dal momento che, i cataloghi filatelici, sono un riferimento per le loro quotazioni (in Italia i cataloghi filatelici di maggior uso sono il catalogo Sassone e quello Unificato). Tale quotazione corrisponde al prezzo di vendita massimo che si è disposti a spendere per l'acquisto ed è basato su dati storici: una quotazione di catalogo di € 500 significa che al massimo, un certo francobollo, può essere venduto per quella cifra.

Di seguito elencherò alcune informazioni che si devono conoscere se si vuole considerare il mercato filatelico come un mercato al quale, oltre al collezionista, si può rivolgere anche chi, con un pizzico di curiosità e di passione, vuole trovare un'alternativa (con caratteristiche di complementarità) agli altri mercati di investimento:

- Un investimento in Filatelia si potrebbe considerare come una “tangibile” diversificazione del portafoglio alla quale si può accedere con cifre sicuramente compatibili con le proprie disponibilità. Infatti, benché solo i francobolli più rari e i più datati possano garantire rivalutazioni medie di oltre l'8% annuo, si possono acquistare pezzi da collezione anche per poche decine di euro. Si può quindi considerare, ai fini della valutazione del rischio/rendimento, l'investimento in francobolli come "Investimento di Lungo Periodo".

- Il settore più premiante dell'investimento filatelico è denominato Filatelia classica ed è quello che abbraccia il periodo antecedente agli anni '60 (in particolare 1850-1946).

- Spesso, a garanzia della loro autenticità, i francobolli sono accompagnati da certificazione rilasciata da periti filatelici (ovviamente la perizia è tanto più importante quanto più alta è la quotazione del francobollo).

- Importante è anche il fatto che le plusvalenze sui francobolli, per chi non esercita in forma professionale o imprenditoriale questa attività, non sono tassabili in caso di “modico valore” (termine un po’ incerto del legislatore che non ne ha definito un criterio di quantificazione). Lo stesso vale per l’applicazione dell’IVA (cioè sono tenuti all’applicazione solo i soggetti che svolgono l’attività di venditore in maniera professionale).

- Il principale canale di compravendita, oltre ai mercatini dell'antiquariato e specifici mercatini filatelici, è ormai diventato il web, dove si possono trovare numerosi siti nei quali gli appassionati si incontrano per condividere questa passione e per fare gli scambi. Spesso, ad ulteriore garanzia per gli acquisti, i siti internet si appoggiano ad esperti quotati che firmano l'autenticità dei francobolli. Oltre a questi siti dedicati, molte delle compravendite di francobolli, avvengono a mezzo eBay. I francobolli rappresentano una delle categorie più scambiate su eBay anche se in questa piattaforma latitano migliaia di esemplari falsi! Per cui, l’acquisto per il tramite di questo canale, è raccomandato solo se accompagnato da una rilevante competenza o da certificazione peritale riconosciuta.
Quando l'investimento in francobolli diventa più importante, è utile farsi supportare da specifiche società filateliche che, dotate di una struttura organizzata, offrono servizi di consulenza e valutazione, oltre a gestire vere e proprie aste filateliche, alle quali si può ormai partecipare in diverse modalità (in sala, via telefono, via mail o anche via chat dal vivo). Tali aste rappresentano il migliore canale per riuscire a vendere i francobolli alle più alte quotazioni di mercato (ovviamente parliamo di francobolli con valori base dai 150-180 Euro in su) dove le società si pongono come intermediari ricevendo un compenso percentuale sul prezzo di vendita (mediamente il 15%).

- I mercati di riferimento per la Filatelia sono molteplici: pressoché uno per ciascuno Stato, sebbene gli sbocchi principali li offrano per forza di cose quelli dei paesi emergenti (in particolare Cina e Russia, considerata l'ingente quantità di capitale recentemente immessa da questi paesi nel mercato filatelico).

- Esiste un indice, che si chiama SG100, introdotto nel 2000, che quota i prezzi di vendita e realizzi d'asta dei 100 francobolli più ricercati al mondo (che non sono necessariamente i più rari, bensì quelli soggetti ad un maggior volume di compravendita). Dal 2007 l'indice è stato anche aggiunto agli elenchi di Bloomberg con la sigla STGI100.

Per concludere posso solo aggiungere che, dopo questo approfondimento al quale mi sono dedicato con estremo interesse, stasera non andrò a dormire senza aver ritrovato quella scatola di latta, piena di francobolli, che mi regalò mia nonna un po' di anni fa. 

(L'immagine rappresenta la cosiddetta “Coroncina”, un raro francobollo del 1934 utilizzato per la corrispondenza di stato con le autorità somale. La sovrastampa "Servizio di Stato" e la coroncina sono in oro)

Attenzione: leggere la pagina Disclaimer - Avvertenze

sabato 2 febbraio 2013

L'Entrata del Paradiso




Tutti dovrebbero curare un orticello; un fazzoletto di terra nel quale affondare le mani, nel quale riflettere sul significato delle cose, nel quale semplicemente respirare l’odore dell’humus.

Se poi si riuscisse a prendersene cura si potrebbe accedere ad un alto livello di cognizione. Solo chi lo ha fatto o lo sta facendo può capire di cosa sto parlando. E’ sufficiente prender parte ai vari cicli di vita che attraversano le stagioni. L’inseminazione, la pregnanza, il fiorire, il maturare ed il declinare. Ogni stagione ha il suo modo ed i suoi tempi, ma ogni stagione è capace di dare vita a qualcosa di straordinario. Chi riesce a seguire questa alternanza riesce a nascere ogni volta e riesce a nutrirsi di queste evoluzioni.

Non è semplice, però, vivere dei frutti della terra e solo chi ci prova può capirlo. Ma non saranno la fatica, i profondi sacrifici e le delusioni a privarci di quel senso di serenità nel quale ci si immerge quando si passeggia tra gli alberi, quando l'unico rumore che si sente è il nostro respiro.

Forse è per questo che, quando percorro quei tre gradini fatti di sassi, che mi conducono nella Terra che la Natura mi ha affidato, sento sempre di varcare la soglia del Paradiso.

lunedì 31 dicembre 2012

"Comprendere" è una Nuova Partenza!



Abbiamo imparato a lottare ed a soffrire, a perseverare ed a ricominciare.

Sostenuti dal coraggio e dall'altruismo cieco ci siamo spinti sempre più avanti senza risparmiare nessuna delle nostre risorse, arrivando anche a logorarci l'animo per sforzi rimasti senza esito.

Per caso, poi, ricordiamo di aver cominciato a lottare per qualcosa o per qualcuno e capiamo che non conta quanto ci affanniamo, ma conta non perdere di vista ciò per cui abbiamo iniziato.

La mancanza di comprensione ha provocato perdite di amore e di amicizia più di quanto abbia fatto la mancanza di amore e di affetto.

Agiamo riempendoci di aspettative per noi e per gli altri e siamo certi che gli altri comprendano i nostri sforzi. Le aspettative sono però un velo per tutto quello di cui noi ci sentiamo sprovvisti e di cui siamo alla ricerca. Questo velo non aiuta gli altri a comprendere i nostri sforzi.

Comprendere non significa proiettare le proprie aspettative sugli altri esigendo che gli altri le comprendano.

Comprensione è spogliarsi di ogni velo affinchè, di riflesso, chi ci circonda faccia lo stesso con noi. Solo allora, quando si è completamente spogli di aspettative, si è pronti per comprendersi.

Non dobbiamo, dunque, mollare; dobbiamo semplicemente rallentare e sforzarci realmente a comprendere e a farci comprendere. Sarà un modo per recuperare energie e per condividere con gli altri una nuova partenza!

martedì 23 ottobre 2012

Il Cammino Imperfetto




Ho cominciato a scrivere questo articolo più volte ed ogni volta cominciavo in modo diverso.
 
E' da un po' di tempo che non scrivo, ma non è la prima volta che mi capita. Forse voglio essere sicuro di trasmettere il significato desiderato senza impegnare troppo chi legge.
 
Alla fine, però, come tante altre volte, ho scritto senza essere sicuro completamente, ma ho accettato quell’incertezza che mi ha fatto uscire dall’impasse ed ho scritto fino alla fine un articolo che, nel complesso, mi soddisfa in quanto mi sembra trasmetta il concetto che mi proponevo.
 
Infatti, credo di aver interpretato, in queste righe di premessa, quello che spesso, anche in maniera alquanto ovvia, ci capita prima di intraprendere un nuovo cammino su una strada che non abbiamo mai percorso: cioè siamo affogati dai dubbi!
 
Quasi sempre, però, in maniera non sempre ovvia, facciamo i primi passi e, dopo le esitazioni iniziali, ci rendiamo conto, guardandoci alle spalle, che eravamo fermi in un punto pericoloso (oppure stavamo semplicemente percorrendo una strada tranquilla che però non portava da nessuna parte).
 
Ciò non vuol dire che dobbiamo affidarci al caso ed evitare i sentieri tranquilli.
 
Vuole solo far riflettere su tutte le volte che, accettando un po’ di incertezza, ci siamo trovati su un percorso casuale che, in un periodo più o meno lungo, si è trasformato nella strada principale del nostro cammino. Abbiamo potuto pensare che non fosse quello giusto, ma se ci siamo sforzati a comprenderne i limiti e siamo stati capaci di riadattare i nostri progetti, gli avremo dato altrettanto valore rendendolo speciale. Se facessimo sempre così, smetteremo di vivere nella speranza di trovare il cammino perfetto.

*Un ringraziamento a GIO per la foto e per la condivisione di questo pensiero (oltre che della passione per le passeggiate in montagna)

giovedì 12 luglio 2012

L’investimento più fertile.



A qualcuno è venuto il dubbio che io abbia un po’ perso di vista i presupposti con cui era nato questo Blog. Forse perché, senza leggere in maniera approfondita alcune pagine significative in cui spiego come è nata questa idea, si è identificato il termine “investitore” con un soggetto mosso principalmente da motivazioni economiche (cosa che, più volte, ho escluso).

Vorrei far notare che, l’argomento “investimento”, nella mia ampia interpretazione (che di seguito andrò ad illustrare), è sempre l’argomento principale del Blog e si può trovare in quasi ogni articolo (salvo divagazioni).

Infatti, il tempo passa e cambiano, con esso, i contesti in cui ci muoviamo; cambia la fase della nostra vita e cambia anche, almeno secondo la mia modesta visione, l’oggetto sul quale i nostri personali investimenti si devono concentrare.

Non si può pretendere di avere sempre la stessa strategia di investimento al cambiare dei contesti di riferimento; sarebbe come giocare a golf utilizzando sempre la stessa mazza.

Ed infatti c’è stato il tempo in cui si doveva investire in energia fisica e spirituale. Ciò sarà servito in momenti in cui l’emotività e la resistenza fisica sono stati messi a dura prova dagli eventi. Questo investimento dovrà, in un modo o nell’altro, trovare sempre un po’ di spazio nella nostra vita. C’è stato (e ci sarà) un momento in cui si poteva investire “in un certo modo” negli strumenti finanziari ed in quel momento ho illustrato abbondantemente il mio modo di farlo. Non che adesso non si possa più fare, ma adesso quel “modo” di farlo è per forza di cose diventato più speculativo e quindi molto più pericoloso per chi non lo fa per professione. Poi ci sono i momenti in cui si pensa ad investimenti su cose molto più materiali, come può essere una casa (anche quella che è la “prima casa” e che, a prima vista, potrebbe non avere le caratteristiche dell’investimento).

Un investimento al quale non si può, poi, rinunciare è quello che riguarda il rapporto con il mondo che ci circonda. Più le difficoltà ci perseguitano (anche con il clamore che i mass media in questo periodo stanno fornendo) e più dovremmo avere l’esigenza di dare valore ad ogni cosa che esiste intorno a noi. Solo così potremo afferrare il sottile passaggio tra i momenti di ansia e tensione e quelli di affrancamento e serenità.

Quindi è necessario avere la preparazione per affrontare ogni investimento della nostra vita, ma si dovrà avere anche la capacità di capire quando è il momento giusto e quando invece è arrivato il tempo di cambiare strategia (o cambiare mazza da golf).

Per cui non vi dovrete sorprendere se nei prossimi articoli vi dovessi parlare della “terra”, dei suoi frutti o degli altri benefici che essa può dare all’uomo.

Non vi dovrete sorprendere perché anche in quell’occasione non sarò fuori argomento rispetto alle altre pagine che trovate in questo Blog. Non vi dovrete sorprendere in quanto, realmente, seminare un buldo o piantare un fusto, equivale ad investire nella maniera più naturale possibile.

E, quando sboccerà un fiore o spunterà un frutto, avremo tra le mani il risultato più gratificante che i nostri investimenti ci abbiano mai dato.

giovedì 31 maggio 2012

La Finestra Verde



Nella vostra vita vi sarete spesso trovati con il bisogno di riscatto o di affrancamento nei confronti di qualcosa o di qualcuno o rispetto a ciò che immaginavate si realizzasse per voi e per i vostri cari e che, invece, tardava ad arrivare. Il modo migliore per vivere in pieno questo sentimento non è quello di “vincere” o di “sconfiggere”. Il modo migliore è la “felicità” che si può trovare nell’amare ciò che si fa e ciò che si è.

L’uomo, però, non deve smettere di configurare nella propria mente un’immagine chiara e definita delle cose che desidera avere, delle cose che desidera fare o di ciò che vuole diventare (o ciò che "è" ma non sa ancora di essere). Deve mantenere questa immagine mentale nei suoi pensieri e nel frattempo deve essere profondamente grato per ciò che ha, per ciò che fa e, soprattutto, per ciò che "è".

Ho sognato, per molto tempo, di scrutare dalla finestra di casa solo il colore verde. Da un po' di tempo, vedo dalla finestra di casa solo il verde.

Non ho mai smesso di amare ciò che stavo facendo, ma al contempo immaginavo di svegliarmi un giorno, tutti i giorni, con i miei figli. Ora è quello che da domani farò.

Per questo non posso che esortarvi a non aver timore di fare un cambiamento improvviso e drastico se si presenta l’opportunità e se, dopo attenta riflessione, sentite che si tratta dell’opportunità giusta. Ma non compite mai un’azione improvvisa o drastica se non siete certi che sia quella giusta.

martedì 28 febbraio 2012

Anno Ultimo o Anno Primo?


 
Oramai sembra quasi esorcizzata la paura per la preannunciata “fine dei tempi” che dovrebbe verificarsi nel dicembre dell'anno in corso. Infatti, se si vogliono prendere come punto di riferimento le misurazioni delle ere dei calendari Maya, nel Tempio delle Iscrizioni (sito sacro per il popolo mesoamericano) si possono rilevare date che vanno ben oltre il 21 dicembre 2012. Una di queste, ad esempio, fa addirittura riferimento al 21 ottobre 4772!

Del resto, catastrofi non generalizzate, che ogni giorno accadono davanti ai nostri occhi, si susseguono con un ritmo non più controllabile e sono legate a problemi del nostro ecosistema la cui causa siamo sempre e soltanto noi!

Di certo, quanto ipotizzato con alcuni amici, circa un anno fa, e cioè che, l'epilogo della pseudo-crisi che stiamo attraversando, come fine di un'era, si sarebbe prima o poi potuto avere con un collasso finanziario del sistema – inteso come collasso del concetto di moneta di scambio nelle transazioni commerciali, che vanno a coinvolgere in ultima analisi la vita delle famiglie e delle persone – potrebbe essere più facilmente ipotizzabile in questo momento.

Devo però dire che, benché non possa affermare di essere particolarmente contento per come stanno avvenendo i cambiamenti in atto, non mi sento particolarmente preoccupato per la sorte dell'umanità. Anzi, per quella che è la mia visione dei prossimi anni, potrei rievocare lo spirito dei Maya che accoglievano sempre in maniera positiva l'avvento di una nuova era, nonostante dovesse comportare una profonda spaccatura con quella precedente.

Quello che voglio in pratica dire è che, se riusciamo a comprendere la direzione pratica per risolvere da soli le nostre difficoltà (senza che vi siano entità nazionali o sovranazionali che la impongano), riusciremo ad adattarci al cambiamento in corso senza però subirlo. Non dobbiamo dare per scontato sacrifici insostenibili imposti da qualcuno per far salire al potere un "nuovo ordine mondiale" (espressione utilizzata per soddisfazione della grande massa dei complottisti), ma dobbiamo prevenire i problemi annullando per noi e per i nostri figli gli effetti “nocivi” di tali sacrifici. L'unico modo per fare ciò è trovare giorno per giorno sempre nuove strade per essere sempre meno dipendenti dal sistema di cui facciamo parte, benché sia difficile esserne completamente fuori.

In definitiva, per completare con una metafora venuta fuori da una chiacchierata di alcuni giorni fa con un amico, vedo questo periodo come un grande imbuto capovolto nel quale tante particelle frenetiche si dimenano per incanalarsi in una stretta salita. Molte di queste particelle si disperderanno, ma quelle che riusciranno, anche con sacrificio, a vedere la via d'uscita della strettoia, potranno accedere ad un livello superiore (un upgrade) della propria vita nel quale si schiuderanno numerose possibilità. Si dovrà solo avere l'umiltà e la voglia di mettere in discussione i punti fermi che ci hanno guidato fino ad ora.

(Inoltre, vi prego di non farvi prendere dalla psicosi collettiva sulla quale molti hanno costruito e stanno ancora costruendo business milionari).

sabato 31 dicembre 2011

Vento di Cambiamento



Il Cambiamento è come un vento che attraversa i luoghi ed il tempo, ma soprattutto attraversa le anime. Il tempo del Cambiamento arriva diverse volte nella nostra vita, ma non sempre siamo abbastanza sensibili per percepirlo. 

A volte potremmo essere costretti a seguire il Cambiamento solo come ultimo stadio della nostra inconsapevole resistenza allo stesso; ma non è questa la situazione ideale nella quale ci si dovrebbe trovare se non vogliamo subirne solo gli effetti negativi. A volte, pur sentendoci forti e non temendo minacce, non riusciamo a seguire il Cambiamento e questo potrebbe nuocere alla nostra sopravvivenza (in senso sociale, economico, etico, umano), così come la darwiniana teoria dell’evoluzione ci insegna ("Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento" - Charles Robert Darwin).

Questo è valido sia per gli uomini sia per le organizzazioni di uomini e di mezzi (cioè le imprese). 

Quello che stiamo attraversando è di certo un periodo, se non di Cambiamento, quantomeno di profonda riflessione che potrebbe portare ognuno a decisioni o a scelte differenti a seconda del proprio punto di partenza

A volte il Cambiamento non coincide necessariamente con uno sviluppo fisico ed economico della nostra situazione attuale. A volte il Cambiamento può coincidere con una necessaria decrescita. Ed è per questo che, se si va a rapportare la situazione attuale alle persone e alle famiglie e se ci rendessimo conto che questa involuzione fosse l'unica via per garantire il proseguimento della nostra specie, potrebbe essere necessario, se non indispensabile, essere pronti anche a tornare indietro, riconsiderando e mettendo in discussione tutte le nostre abitudini quotidiane.

Per le imprese, organizzazioni economiche e sociali dell'umanità, il discorso è molto simile. Solo le imprese che sono capaci di cambiare riescono a sopravvivere. Solo superando gli stadi primordiali delle organizzazioni (organizzazioni burocratiche e organizzazioni complesse) si può realizzare una struttura capace di adattarsi e di formulare una visione chiara del percorso da seguire. Una struttura semplice nella quale i rapporti umani sono valorizzati al massimo. L'attenzione primaria per il cliente non limita la conoscenza approfondita dei dipendenti e degli altri portatori di interesse (partner). Le persone, se valorizzate, diventano gli attori principali del cambiamento, partecipando attivamente alla ridefinizione dei processi interni in modo da migliorarli in maniera sistematica.