mercoledì 19 maggio 2010

L’etica: il valore che non trovi nei bilanci delle aziende (preludio).


Da ciò che ho scritto finora, spero sia emerso il mio particolare interesse per la scoperta della dimensione sociale dell’uomo rispetto al contesto ambientale che si trova a vivere nelle nostre città ed in tutto il mondo civile.

Tutto quello che ho scritto nasce da riflessioni sui diversi aspetti che portano l’uomo alla scoperta della “verità”, confrontando, volta per volta, tali riflessioni con i miei approfondimenti personali e soprattutto con i pensieri di altre persone che, come me, sentono il bisogno di avere più consapevolezza circa il senso della nostra esistenza.

Di certo gli argomenti che ho trattato hanno avuto a volte un carattere molto impalpabile; altre volte un carattere molto concreto e direttamente correlato alla realtà che viviamo giorno per giorno, in tutti i suoi aspetti e problemi.

Ciò mi ha portato ad un confronto diretto con altre persone.

Spesso mi sono fermato a discutere con un mio collega e amico, Gaetano, che, forse prima di me, ha cominciato un viaggio non alla ricerca di una risposta ai problemi della vita, ma alla ricerca dei propri interrogativi rispetto alla vita, al fine di averne maggiore consapevolezza.

Certamente abbiamo constatato che il sentiero battuto non è lo stesso, ma più volte ci siamo incrociati nel nostro cammino e abbiamo trovato punti di incontro pur provenendo da diverse parti.

Uno degli argomenti che ha spesso riempito le nostre discussioni è quello dell’etica.

domenica 16 maggio 2010

Più creativi? Si può!




Quando ho parlato dell’azione rapportata al nostro processo di pensiero (Idee e azione), mi sono soffermato a riflettere sul concetto di “creatività” e non sono riuscito, in maniera definitiva, a convincermi del fatto che sia una dote innata.

Il nostro cervello è diviso in due emisferi simmetrici. Per dare una buona sintesi delle caratteristiche dei due emisferi, possiamo dire che l’emisfero sinistro rappresenta la razionalità e la logicità; l’emisfero destro rappresenta la creatività.
Infatti, il loro funzionamento è molto diverso in quanto tutte le azioni consce sono guidate dall’emisfero sinistro; quelle inconsce ed automatiche dall’emisfero destro.

In questa sede, al di la di sottolineare il fatto che utilizziamo mediamente solo il 5% delle potenzialità della nostra mente e tale utilizzo si concentra soprattutto nella parte sinistra del cervello (quella logica e razionale), volevo condividere la circostanza che vi sono svariati esercizi per sviluppare la parte destra (quella creativa) del nostro cervello.

Ciò non significa che diventeremo degli artisti o degli scienziati, ma, se avrete voglia di provare, verificherete che, così come per il fisico, l’esercizio migliora le prestazioni della mente.

E non vi sto parlando di esercizi complessi che richiedono un grande dispendio di tempo: cominciate semplicemente a cambiare qualche vostra abitudine, fate le cose quotidiane in maniera diversa, provate a cambiare strada per andare a lavoro, leggete più spesso e sempre di argomenti diversi, scrivete i vostri pensieri, createvi degli hobby. Giocate e lasciatevi trasportare nel gioco dai bambini (ovviamente, in quest’ultimo caso, dovrete avere già un certo piacere ad interagire con i bambini). Ve ne sono altri, che richiedono anche un’applicazione diversa, ma ritengo che i migliori siano quelli che possono integrarsi con la nostra normale giornata.

domenica 9 maggio 2010

Felici o inconsapevoli? Questo è il dilemma!




Questo post nasce da una riflessione che facevo l’altro giorno, alla quale, ancora oggi, cerco di dare un senso.

Mi chiedevo, come spesso faccio, quale possa essere la meta del viaggio che stiamo percorrendo.

Sempre riflettendo, mi è sembrato che il concetto della meta non poteva essere molto appropriato se non identificato con il naturale epilogo della nostra esistenza.

Mi è venuto da pensare dunque che tale ricerca dovrebbe essere quotidiana e dovrebbe essere indirizzata verso ciò che è in grado di darci consapevolezza circa il raggiungimento di uno stato di “felicità”.  E dunque giorno per giorno siamo naturalmente tesi a cercare qualcosa che ci dia la felicità.

A questo punto della riflessione, però, mi è parso di imbattermi in una contraddizione nella definizione della felicità come obiettivo della nostra ricerca quotidiana.

Cioè, se quotidianamente siamo alla ricerca di qualcosa che ci rende felici, forse vuol dire che questo qualcosa non ce l’abbiamo e forse felici non lo siamo.

domenica 2 maggio 2010

Fobie e cattivi comportamenti: trappole della mente




Ci sono aspetti della nostra personalità e del nostro carattere dei quali faremmo volentieri a meno.

Pensate a quando rabbrividite alla vista di un serpente o di un ragno, oppure quando siete ad un’altezza elevata e, guardando verso il basso, vi manca il fiato; allo stesso modo di chi si sente soffocare in ambienti chiusi. Di certo vivremmo meglio se tali circostanze non ci infastidissero.

Allo stesso modo ci sono degli atteggiamenti o degli automatismi che generano alcune nostre azioni o comportamenti (sostanzialmente sto parlando dei vizi) per i quali sentiamo disagio, ma per l’eliminazione dei quali siamo “bloccati” e non riusciamo ad evitarli, almeno nelle loro espressioni automatiche.
Sto parlando di chi, preso dalla gola, non riesce a non mangiare molto cioccolato o cibi molto grassi e dannosi per l’organismo; per non parlare di chi fuma, ma vorrebbe smettere e di chi mangia le unghie e si odia per questo. Ovviamente, l’elenco di questi vizietti o cattivi comportamenti (ammesso che chi li compie ne riconosca il carattere dannoso e ne rifiuti le conseguenze) può essere lungo.

I due gruppi di problemi, che possiamo identificare come fobie e cattivi comportamenti, rappresentano per la nostra mente delle vere e proprie trappole che ci bloccano e non ci fanno comportare in maniera normale in determinate circostanze.

Per chi ha la volontà ed il desiderio di cancellare alcune forme di questi fastidi, vi è da comprendere se vi sia un modo o una strada da percorrere e capire come imboccare tale strada.

domenica 25 aprile 2010

Prepararsi al cambiamento senza drammi: il coraggio di rimettersi in gioco!


In questo post ho raccolto una serie di informazioni circa un argomento che, in linea teorica, può interessare tutti, anche chi non si sente attualmente toccato dai problemi dell’economia e dalla sua lenta ripresa.

Infatti, stiamo cercando con fatica di uscire dal pantano della crisi mondiale, ma dobbiamo fare i conti con un dato contrastante.

Dalle ultime rilevazioni economiche sembra che, mentre la produzione interna sta lentamente crescendo, la disoccupazione non sembra dare segni di inversione di tendenza.

E’ vero che, su tale dato, può parzialmente influire il comportamento delle aziende (anche quelle non proprio in sofferenza), che hanno colto la palla al balzo trovando “accordi alternativi” con i propri dipendenti, motivando gli stessi come un contribuito alla sopravvivenza dell’azienda.

Ma l’altro aspetto è la constatazione e la presa d’atto che tali “accordi alternativi” hanno fatto venir meno ogni garanzia ai dipendenti per il mantenimento in futuro del proprio posto di lavoro.

Tale situazione non è certamente gratificante per coloro che sanno di valere e si sentono quasi oppressi da una forzata compressione delle proprie capacità (pur mantenendo, in alcuni casi, le proprie entrate finanziarie pressoché invariate).

Per cui, continuando a dare sempre e comunque il massimo nel proprio lavoro per poter sperare che rimanga lo stesso, è anche bene mettere in preventivo un cambio di rotta che, più o meno bruscamente, potrà avvenire nella vostra vita lavorativa.

domenica 18 aprile 2010

Scrivere un Blog.


Scrivere un Blog, garantendo sempre contenuti interessanti e soprattutto con un aggiornamento frequente, è una cosa che richiede impegno e tempo.

Quando ho cominciato a scrivere ero cosciente di ciò, anche per le esperienze che, alcuni amici, mi avevano trasferito e con i quali avevo discusso della mia decisione di cominciare a scrivere un nuovo Blog.

Ero (e lo sono ancora) così pieno di voglia, di idee, di riflessioni da portare fuori dal mio interno, che decisi di intraprendere questa strada, pur dovendo fare i conti con il tempo.

La gestione del tempo, infatti, era il mio ostacolo principale.

L’argomento scelto per un post è sempre fulmineo, naturale, basato su una recente esperienza o su una recente riflessione.

Non sempre altrettanto fulmineo è il passaggio dall’idea alla pubblicazione del post.

domenica 11 aprile 2010

Un futuro senza rifiuti!




La tutela dell’ambiente è un argomento a cui tengo tantissimo e che si sta sempre più imponendo, man mano che, a livello internazionale, si è diffuso il concetto di “Sviluppo Sostenibile”.
Un concetto che, sinteticamente, rappresenta una forma di sviluppo dell’umanità, in tutti i suoi aspetti, che consenta alle future generazioni di continuare ad avere tale sviluppo (sviluppo economico, sociale, demografico, ecc).

Gli interventi programmati e da mettere in atto da parte delle Nazioni Unite, sono molteplici e sono distribuiti a diversi livelli.

Di tali interventi ve ne sono due che ci riguardano da molto vicino, in quanto sono quelli alla portata di tutti e che hanno bisogno del contributo di tutti. Sto parlando del riciclaggio dei rifiuti (strettamente connesso al nostro modo di consumare e differenziare) e del risparmio energetico che si può perseguire sia nelle nostre case sia in tutte le nostre azioni quotidiane.

Nella maggior parte delle città è ormai attivo un processo di raccolta differenziata che ha lo scopo di separare i diversi tipi di rifiuti prima che questi siano conferiti in processi di riciclo o in discariche di vario tipo, evitando che vadano insieme scarti di diversa tipologia e pertanto più difficilmente riciclabili o con difficoltà di smaltimento.

Inoltre, si sono diffusi sempre più di frequente manuali di comportamento e si organizzano, sempre con maggior frequenza, manifestazioni che ci dovrebbero sensibilizzare nel compito quotidiano del risparmio energetico.

sabato 3 aprile 2010

Un'idea a 360° per il mercato immobiliare.




Dico "un'idea a 360°" perché può riguardare molti dei portatori di interesse del mercato immobiliare (agenzie, venditori, locatori, architetti, designer ed altre figure professionali dell'ambito immobiliare).

Sappiamo, come ho anche detto su alcuni dei miei post, che i tempi di vendita degli immobili, da un paio di anni a questa parte, si sono allungati oltre i tempi che possono essere ritenuti congrui da una persona che non abbia particolare fretta di vendere l'immobile.

Ovviamente, man mano che il tempo passa, le motivazioni che hanno portato alla decisione di vendere la casa, cominciano a trasformare l'iniziale tranquillità della vendita in preoccupazione sul fatto che i tempi si stanno allungando un po' troppo.

Da queste preoccupazioni cominciano a nascere dubbi circa la vendibilità della propria casa, sia rispetto al prezzo (che potrebbe essere percepito troppo alto per quella tipologia di immobile in quella zona), sia rispetto allo stato dell'immobile (cioè quel tipo di immobile in quella zona, avrebbe anche quel valore, ma le sue condizioni appaiono un ostacolo alla conclusione della vendita).

In entrambi i casi, la soluzione pratica per favorire la vendita dell'immobile, sembrerebbe quella di abbassare il prezzo di vendita.

Solo apparentemente. 

domenica 28 marzo 2010

Cos'è che frena la ripresa economica?


Da quando ci sono stati i primi segni di ripresa dell’economia, mi sto chiedendo quale possa essere l’elemento che potrà darle un impulso deciso, al punto da rendere questa ripresa seria e costante.

A dire la verità non sono riuscito a darmi una risposta univoca, in quanto sono diverse le variabili che potrebbero ridare impulso al processo di crescita dell’economia mondiale.

Ho individuato, invece, un elemento che, secondo logica, sembra essere il freno che attualmente sta impedendo una decisa crescita dell'economia (almeno dalle nostre parti).

Prima di dire quale sia secondo me questo elemento, evidenzio che, una parziale conferma di questa mia impressione, mi è giunta da un articolo letto su un quotidiano di informazione finanziaria.

Praticamente, da una elaborazione delle statistiche provinciali di Banca d’Italia, è emerso che a partire da fine 2008 (quindi dopo i crack finanziari) e fino a dicembre 2009, il risparmio su base trimestrale delle famiglie italiane è cresciuto: l’incremento medio per trimestre dei depositi è stato del 2,2% (rispetto all’1,5% del periodo precedente). Quindi, facendo i conti su base annua, si è avuta una bella crescita dei "salvadanai".

Tralasciando quelle che possono essere state le intuitive motivazioni psicologiche e pratiche di tale variazione nel comportamento degli italiani, viene da chiedersi: ma allora non è vero che stiamo senza soldi??  Siamo solo meno spendaccioni??

Il concetto è un po’ meno semplice di quanto emerge da questi dati.