mercoledì 1 settembre 2010

Quoziente Intellettivo ed Intelligenza Emotiva.




Tutti avrete sentito parlare dei test che hanno la finalità di misurare il quoziente intellettivo (Qi) di una persona.

Il quoziente intellettivo è un punteggio che esprime le due capacità standard, quella verbale e quella logico-matematica, e che è l’indice dell’intelligenza classica esaltata dal sistema scolastico. Cioè, è quell’intelligenza di cui è semplice constatare la presenza nei risultati del “primo della classe”.

Il fatto che si ottenga un punteggio alto (cioè che tenda a 150 che è il punteggio massimo) può essere dunque motivo di vanto o di soddisfazione personale, anche se non è un punteggio che esprime l’intelligenza complessiva di una persona.

Infatti, non sempre chi è stato il primo della classe è riuscito a realizzare la propria personalità nella società che ha trovato fuori dalle mura scolastiche. Anche se, spesso, si può riscontrare, in chi ha un alto Qi, la tendenza a sviluppare altre capacità che esulano dalle competenze verbali e logico-matematiche (anche se, appunto, non è una regola misurabile).

Così come, chi a scuola era il classico “intelligente ma non studia”, ha spesso visto un’evoluzione esponenziale della sua vita personale e lavorativa.

mercoledì 25 agosto 2010

Assumere responsabilità della propria vita.





La responsabilità è un concetto che può avere una valenza diversa a seconda del contesto e della circostanza in cui viene utilizzato.

L’etimologia della parola responsabile ci dice che tale termine significa “rispondere di qualche cosa” o “essere garanti per qualche persona”.

Per cui essere responsabile o assumersi la responsabilità implica il fatto di dover, in un modo o nell’altro, dare una risposta o preservare e favorire un risultato.

In questo post mi voglio soffermare su una connotazione della responsabilità che ritengo fondamentale per lo sviluppo e la crescita personale.

Infatti, assumere la responsabilità della propria vita ha un significato molto importante.

Assumere la responsabilità della propria vita vuol dire prendere consapevolezza che siamo noi stessi ad essere gli artefici del nostro modo di sopravvivere e del nostro modo di relazionarci con gli altri. Vuol dire che non c’è nessun altro che può aiutarci a realizzare o ad inseguire i nostri sogni se non la nostra presa di coscienza che abbiamo tutte le risorse per farlo.

Queste risorse sono la mente, lo spirito e il corpo.

Se mente, spirito e corpo sono in buona salute e in equilibrio tra di loro, ci sono poche cose di questa terra che non sono alla nostra portata.

lunedì 16 agosto 2010

Dopo Ferragosto posso cambiare tutto!




Spero che il vostro periodo di riposo estivo sia andato bene o vada bene (per chi ancora non è andato in ferie). Avevo programmato di pubblicare questo post un po' prima di ferragosto, appena andato in ferie, ma per motivi vari non ci sono riuscito e lo faccio adesso.

Con questo titolo apparentemente drastico, ma negli intenti molto meno impegnativo di quanto possiate immaginare, volevo semplicemente condividere una riflessione di mezza estate, in un periodo dove è bene sgombrare la mente da ogni pensiero ordinario e lasciarsi andare a pensieri “extra-ordinari”.

Per pensieri extra-ordinari intendo pensieri che esulano dalla vostra sfera di attività abitudinarie e si legano magari a qualche vostra passione inespressa o espressa, ma che non riuscite a seguire quanto vorreste.

Perché è importante questo? E' importante perché dobbiamo capire se stiamo impiegando la nostra vita nel modo che vorremmo o nel modo più giusto da un punto di vista sacrifici/benefici.

giovedì 5 agosto 2010

La strategia intelligente dell’investitore accorto.


Proviamo adesso a capire quali possono essere i principi di base che deve tener presente una persona che vuole investire in maniera più attiva la propria liquidità in esubero, passando attraverso la costruzione di un portafoglio equilibrato (rischio/rendimento) con lo scopo di veder crescere nel tempo il potere d’acquisto dei propri risparmi.

Come vedrete, quello che andrò a raccontarvi, vi potrà sembrare abbastanza ovvio e scontato, ma scoprirete che (se non siete già impegnati in investimenti diretti) il problema principale dei piccoli investitori è proprio quello di non affidarsi alle regole semplici. Infatti, una volta familiarizzato con gli strumenti del mercato finanziario, si è portati a dimenticare le basi dalle quali si è iniziato e si può andare fuori strada rispetto al piano e agli obiettivi prefissati.

Per cui non entrerò nel merito della vostra formazione e della costruzione del vostro portafoglio. Sarebbe come generalizzare sull’alimentazione, consigliando un’unica dieta a 100 persone.

Cercherò invece di orientarvi, come ho fatto nei precedenti post, verso l’acquisizione di consapevolezza nelle vostre scelte. Mi permetto di dirvi ciò, in quanto io ci sono passato ed anche se l’esperienza è la migliore formazione (e per sua natura non finisce mai il suo processo), avere delle linee guida di certo potrebbe aiutarvi ad evitare almeno gli errori più grossolani.

Prendo a prestito una celebre frase di uno dei più famosi investitori contemporanei e cioè Warren Buffet, che sintetizza le brevi considerazioni che farò: “L’investimento deve essere razionale. Se non lo capite non lo fate”.

Chiedo scusa se può sembrarvi retorica, ma è proprio così. Nessuna scommessa, ma decisione razionale che scaturisce da valutazioni quantomeno logiche che si basano su elementi misurabili.

giovedì 29 luglio 2010

Gli Strumenti ed i Mercati per investire.


Per dare respiro più ampio alla definizione delle diverse figure di investitore o meglio per l’individuazione della strategia che ogni investitore strutturerà in maniera differente e personalizzata, di seguito farò un quadro degli strumenti finanziari disponibili e delle strategie operative con le quali si possono affrontare i mercati finanziari.

Quanto descriverò non vorrà di certo esaurire l’elenco di tutti gli strumenti per investire sui mercati finanziari, ma avrà lo scopo di individuare gli strumenti alla portata di chi si avvicina ai mercati con la discrezione e l’attenzione necessaria a non farsi travolgere, agendo con impegno ed umiltà allo scopo di diventare capace e cosciente di fare investimenti che tutelino nel tempo il valore dei propri risparmi.

Seguendo sempre il filo logico del rischio e della variabilità del rendimento crescenti (vedi grafico del precedente post), troviamo, subito dopo il libretto postale, i conti di deposito, i titoli di stato e le obbligazioni societarie. Per un confronto dei primi due (limitatamente ai titoli di Stato a breve termine) vi mando ai miei due precedenti post (1 e 2) sull’argomento.

mercoledì 21 luglio 2010

Investitore vs speculatore. Tratti distintivi.


Se state leggendo questo post (ed avete letto anche i due precedenti 1 2), vuol dire che, molto probabilmente, non vi sentite dei “risparmiatori puri” (cioè quelli che hanno solo il libretto postale o la “mattonella”) e state già pensando al modo migliore per cominciare ad investire in maniera diversa i vostri risparmi o state cercando una strategia diversa, in quanto, fin’ora, il vostro piano di trading non ha dato i frutti che vi aspettavate.

Forse non state riuscendo a mantenere il valore del vostro capitale nel tempo perché avete scelto una combinazione rischio/rendimento non adatta alle vostre caratteristiche o magari è quella adatta, ma avete sbagliato a calibrate il tempo giusto da dedicare allo studio ed all’operatività e pertanto non state ottenendo i risultati sperati (o semplicemente non state applicando alla lettera il vostro piano di trading o la vostra strategia di investimento).

Potrebbe anche essere che dovete solo avere pazienza perché per un investitore può essere fisiologico avere dei periodi in cui si va peggio del mercato, ma se la strategia è giusta, alla fine dovreste sovraperformare o almeno guadagnare (quindi dovete verificare se i presupposti del vostro piano di trading sono ancora validi).

Per questo motivo voglio completare questo capitolo, dedicato alle diverse configurazioni dell’uomo economico nella sua veste di investitore di risorse finanziarie, concentrandomi sull’investitore e sullo speculatore, facendo anche una disamina degli strumenti e delle modalità operative che li identificano (nel prossimo post), scoprendo, alla fine, che si può essere un investitore accorto utilizzando una combinazione di strumenti e modalità operative più o meno rischiose tale da renderle equilibrate in un portafoglio che da un lato tende a preservare il capitale e dall’altro lato si tiene aperta la possibilità di avere piccole o grandi soddisfazioni in termini di capital gain.

giovedì 15 luglio 2010

Risparmiatore, investitore e speculatore: descrizione grafica.


Nel precedente post ho provato a dare una definizione alle tre anime dell’homo oeconomicus e cioè il risparmiatore, l’investitore e lo speculatore.

Abbiamo visto come, tali definizioni, ruotino intorno ai concetti di rischio e di rendimento e come non è possibile marcare una linea netta tra le tre diverse figure nella loro evoluzione concettuale (soprattutto per quelle adiacenti).

Ora voglio mostrarvi graficamente ciò che ho descritto fin’ora per meglio coglierne l’aspetto pratico. 

Il grafico che illustrerò è stato costruito in base alle mie considerazioni ed in base al filo logico che ho seguito per definire le tre figure.

Ed eccolo:

venerdì 9 luglio 2010

Risparmiatore, investitore e speculatore: le tre anime dell’homo oeconomicus.


Quando si esprime una definizione, riferendola a qualcosa o a qualcuno, si corre il rischio di generalizzare conferendo una sommaria descrizione all’oggetto della nostra osservazione. 

Spesso, infatti, se approfondiamo la conoscenza di un soggetto o di un oggetto o di un concetto (scusate la rima baciata), ci possiamo rendere conto che i contorni della nostra definizione sono molto più incerti di quanto immaginiamo. 

Ho fatto questa breve premessa perché l’altro giorno riflettevo sulla validità di una definizione da poter attribuire ad un soggetto in base alle proprie caratteristiche di gestione dei propri risparmi o della propria liquidità. 

Le figure che si possono considerare in quest’ambito, al fine di confrontarne le definizioni, sono: il risparmiatore, l’investitore e lo speculatore (1). 

Il primo elemento che, istintivamente, contraddistingue questi tre modi di gestire le proprie finanze, è il rischio. Infatti, quando si passa dal concetto di risparmiatore a quello di investitore, e da quest’ultimo al concetto di speculatore, possiamo sicuramente identificare una crescita graduale del rischio. 

L’altro aspetto è, invece, l’attesa in termini di rendimento a cui può condurre ognuno di questi modi di gestire le proprie risorse finanziarie. Ed infatti, almeno nelle aspettative, si può immaginare che al crescere del rischio crescano anche le possibilità di forti incrementi del valore del proprio capitale. Questo può essere vero, ma altrettanto probabile diventa la possibilità di subire forti perdite di valore (di soldi).

lunedì 5 luglio 2010

Sentirsi bene e sapere il perché.




In un mio post di inizio anno avevo messo insieme quattro semplici elementi (sintetizzati nell’acronimo MEDS, preso in prestito dall’autore N. Bate), nell’intento di recuperare stimolo e motivazione per riprendere un modo di vivere più salutare che, distratto da impegni familiari e lavorativi, avevo perso per strada.

Da allora, in maniera graduale, sono riuscito a trovare una certa continuità che adesso mi aiuta ad affrontare la giornata con una preparazione mentale e fisica più efficace rispetto a qualche mese fa, anche se questo aspetto ha sempre margini di miglioramento.

Naturalmente non è solo questo il motivo per cui torno sull’argomento e non voglio neanche fare morale (questo cerco di non farlo mai) su quanto sia importante, per una migliore qualità della vita, svolgere una moderata e costante attività fisica, seguire una corretta alimentazione e concedersi il giusto riposo fisico e mentale.

Quello che vorrei fare, invece, è descrivere in maniera sintetica ed efficace quelli che sono i meccanismi biologici e gli effetti psicofisici che possono derivare da un particolare modo di vivere.   
Sempre più spesso le persone trovano comodo e apparentemente poco stressante, seguire una dieta “last minute” e svolgere un’attività fisica ridotta all’essenziale (dal letto alla tavola, dalla tavola all’auto, dall’auto alla sedia e così via).

Sempre più spesso, però, le persone, sentendosi mentalmente e fisicamente stressate, si danno il buon proposito di fare qualcosa per cambiare le cattive abitudini.

Purtroppo si devono scontrare contro “la motivazione” che è l’elemento fondamentale che fa scattare la molla delle “azioni salutari” (per se stessi e per gli altri, perché quando non si sta bene mentalmente e fisicamente ne risentono anche le persone vicine).

Mi auguro che le parole che sto per scrivere possano dare anche un minimo contributo a chi ha bisogno di motivazione.

venerdì 2 luglio 2010

Conti di deposito vs titoli di Stato a breve termine (BOT). (Nuovo contributo)


Approfitto di un articolo de Il Sole 24 Ore per fare una piccola integrazione al mio post del 15 Giugno 2010 nel quale ho cercato di illustrare le variabili da considerare quando si fa un confronto tra due semplicissime forme di investimento e cioè i Conti di Deposito e i BOT.

L'articolo, che vi consiglio di leggere insieme al mio post, parte da alcune considerazioni sui bassi rendimenti dei BOT per poi passare in rassegna le proposte sui Conti di Deposito di alcune Banche.

Le avvertenze sono sempre le stesse e cioè: confronto basato su tutti gli elementi che vanno a comporre il rendimento finale e sui vincoli legati alle diverse offerte (sia vincoli temporali sia vincoli in termini di condizioni accessorie).

Buona lettura