Tutti avrete sentito parlare dei test che hanno la finalità di misurare il quoziente intellettivo (Qi) di una persona.
Il quoziente intellettivo è un punteggio che esprime le due capacità standard, quella verbale e quella logico-matematica, e che è l’indice dell’intelligenza classica esaltata dal sistema scolastico. Cioè, è quell’intelligenza di cui è semplice constatare la presenza nei risultati del “primo della classe”.
Il fatto che si ottenga un punteggio alto (cioè che tenda a 150 che è il punteggio massimo) può essere dunque motivo di vanto o di soddisfazione personale, anche se non è un punteggio che esprime l’intelligenza complessiva di una persona.
Infatti, non sempre chi è stato il primo della classe è riuscito a realizzare la propria personalità nella società che ha trovato fuori dalle mura scolastiche. Anche se, spesso, si può riscontrare, in chi ha un alto Qi, la tendenza a sviluppare altre capacità che esulano dalle competenze verbali e logico-matematiche (anche se, appunto, non è una regola misurabile).
Così come, chi a scuola era il classico “intelligente ma non studia”, ha spesso visto un’evoluzione esponenziale della sua vita personale e lavorativa.




